Le segnature

Paracelso e la Dottrina delle Segnature

Philipp Theophrast Bombast von Hohneim detto Paracelso (1493-15419), medico e filosofo, ribalta i canoni della medicina tradizionale dell’epoca, dando un contributo fondamentale alla fitoterapia: nella sua visione la simiglianza tra macrocosmo e microcosmo rappresenta uno dei capitoli centrali dello studio e della conoscenza delle proprietà curative delle piante.

Nella sua concezione panteista Paracelso dichiara che “Tutto è in Tutto” e che “ciò che è in alto è come ciò che è in basso”, rifacendosi alla tradizione ermetica e disegnando l’intero universo come un sistema di somiglianze.

In questo sta la chiave della dottrina delle signature, per la quale ogni pianta sarebbe “segnata” nel proprio aspetto dalla sua funzione: ogni vegetale che possiede proprietà terapeutiche può esprimere una somiglianza con la parte malata, con la malattia stessa o con la causa che l’ha provocata. Le piante sono per Paracelso portatrici di una “firma divina” che consente, a chi è in grado di coglierla, di utilizzarne le virtù curative.

Le Segnature Planetarie

“Ogni erba è una stella terrestre, ogni stella è un’erba celeste”

Una pianta che tinge di rosso come una Romice (Rumex acetosa) avrà una signatura che richiama il ferro all’interno del mondo minerale, il sangue nel corpo umano, la passione tra i sentimenti e Marte tra i pianeti.

Ogni vegetale porta le caratteristiche e le proprietà dell’astro a cui corrisponde, da cui è “dominato”.

La raccolta dovrà quindi avvenire in giorni ed ore che abbiano una corrispondenza astrale col pianeta, così come la distillazione: questo è un principio fondante  nella pratica della Spagiria Vegetale*.

*Spagiria: dall’unione di due verbi greci SPAO  (dividere) e AGHEIRO (unificare, congiungere). SPAO, in realtà, non significa solamente “dividere”, bensì “estrarre”, “tirar fuori”.